
Formarsi per seminare il futuro
George Haddad, direttore del Terra Sancta College, porta avanti l’attività educativa malgrado un contesto difficile.
Foto: © George Haddad
Alla stessa stregua di quello che il Caritas Baby Hospital fa nell’assistenza sanitaria, anche le istituzioni ecclesiali e non governative forniscono un contributo imprescindibile all’istruzione. Malgrado le incertezze contingenti, l’attività didattica va avanti. A parlarne è fra George Haddad, direttore del Terra Sancta College di Betlemme, che ci illustra quale rilevanza abbiano il senso di responsabilità e lo spirito di comunità.
Intervista di Shireen Khamis
George Haddad ha 43 anni e viene dalla piccola comunità cristiana di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Ha studiato ingegneria e management per aiutare la famiglia, dedita da diverse generazioni all’agricoltura. A 32 anni entra nell’Ordine Francescano. Dal luglio del 2023 dirige il Terra Sancta College di Betlemme, e opera anche come sacerdote e assistente spirituale.
Fondato nel 1598, il Terra Sancta College di Betlemme è di fatto la scuola più antica del Medio Oriente. Conta al momento oltre 1’200 allievi – per metà musulmani e per metà cristiani. Accanto al percorso educativo che culmina nella maturità, questa realtà offre anche una formazione professionale per il ramo alberghiero, estetico ed elettrico.
Quanto ha inciso sull’andamento scolastico l’attuale situazione di incertezza a Betlemme?
La maggiore difficoltà riscontrata nella mia nuova posizione si è manifestata allo scoppio della guerra nella Striscia di Gaza nell’ottobre 2023. L’anno scolastico era iniziato solo 40 giorni prima, tuttavia decidemmo di mantenere le lezioni in presenza in quanto sia allievi che insegnanti avevano risentito pesantemente delle esperienze fatte durante la pandemia. La guerra generava non poche paure e un profondo senso di incertezza. Per questo decidemmo di fornire anche sostegno psicologico per i ragazzi. A noi stava davvero a cuore la continuità dell’istruzione che consentiva agli allievi di prepararsi per il futuro senza che venisse meno la speranza.
E lei, come è riuscito a sostenere i suoi ragazzi in quel periodo?
Rivolgendomi direttamente a loro e sostenendo finanziariamente le loro famiglie. Con colloqui personali e offerte psicologiche la resilienza ne esce rafforzata solo in parte. Ecco perché, malgrado le rette già minime, siamo intervenuti con un aiuto economico per molte famiglie e abbiamo condonato le tasse scolastiche. Questo ha dato stabilità e ha consentito di proseguire l’attività educativa.
La situazione del sistema scolastico palestinese è al momento quanto mai desolante. Da anni l’Autorità nazionale palestinese non è più in grado di retribuire i propri dipendenti. Gli stipendi arrivano in ritardo o solo in parte. Per questo, a settembre 2025, l’inizio delle scuole è stato rinviato di tre settimane. Su un fondamento più solido si trova invece il Terra Sancta College. La scuola appartiene alla Custodia francescana di Terra Santa ed è riconosciuta come Istituzione non governativa di pubblica utilità. Non dipende quindi da finanziamenti pubblici ed è in grado di soddisfare ininterrottamente la sua missione educativa.
Da dove attinge la speranza in questi tempi così delicati?
Le confesso che vado veramente fiero dei miei allievi. Sono loro il futuro del nostro paese. Malgrado un quadro certamente non roseo, stanno conseguendo risultati brillanti, il che è motivo di gioia inesprimibile per me.
Com’è cambiata la convivenza?
La sofferenza ha avvicinato le persone fra di loro, che hanno superato le differenze religiose e sociali per mettere al primo posto l’umanità. Oggi si è sempre più consapevoli del fatto che ogni singola persona ha il suo valore e può dare un contributo significativo al superamento delle sfide comuni.













