
Una pietra miliare per i bambini della Cisgiordania
Prima di arrivare a questo traguardo, il cammino è stato lungo. La domanda che ci si era posti all’inizio, più che il progetto vero e proprio, era la seguente: i bambini e le famiglie in Cisgiordania di che cosa avevano effettivamente bisogno in termini di assistenza sanitaria? Da un attento esame emergeva che a quelle latitudini non esisteva ancora una chirurgia pediatrica diurna. Si constatava poi che, per interventi chirurgici programmabili, molti bambini dovevano essere trasferiti in altri ospedali. Per le famiglie questo significava allungare la strada, i tempi di attesa e subire disagi evitabili.
Pianificazione e attuazione sistematiche
Forte di tali considerazioni, il Caritas Baby Hospital e Aiuto Bambini Betlemme davano vita al progetto di chirurgia pediatrica diurna, coinvolgendo esperti palestinesi e giordani. Uno studio di architettura di Ramallah si aggiudicava il bando. Quello che stava inoltre particolarmente a cuore era che la nuova realtà, dalla progettazione passando per l’attuazione per arrivare alla messa in funzione, fosse realizzata da operatori locali. Fin dalle prime battute la gestione tecnica e operativa veniva pertanto affidata a personale palestinese.
Seguirono anni di lavoro intenso e di notevoli attività di coordinamento fra la Commissione edilizia, guidata da Aiuto Bambini Betlemme, e la direzione locale dei lavori. Nel 2023 il progetto prendeva forma, a settembre 2024 si apriva il cantiere e a novembre avveniva la posa della prima pietra. Nel 2025 la struttura grezza era pronta. Nel 2026 si concludevano i lavori con la realizzazione degli interni e l’installazione dell’attrezzatura medica.
Situazione impegnativa in Medio Oriente
Portare a compimento il progetto è stato tutt’altro che facile. Guerra, blocchi stradali, accessi negati alle forniture, difficoltà di approvvigionamento e aumento dei prezzi ponevano le squadre in loco di fronte a non poche sfide. Eppure, di soluzioni se ne sono sempre trovate. Anche durante gli attacchi incrociati fra Usa, Israele e Iran all’inizio del 2026, i lavori di costruzione venivano interrotti solo per un brevissimo periodo.
L’iniziativa, comunque, non era limitata alla semplice costruzione dell’edificio. Con la chirurgia diurna, il Caritas Baby Hospital si sarebbe infatti presentato con nuovi servizi di medicina. Si rendeva pertanto necessario rivedere i processi e sviluppare competenze specialistiche. Grazie alle relazioni internazionali del Caritas Baby Hospital, alcuni operatori hanno potuto frequentare corsi di aggiornamento all’estero, ad Amman e Dublino. Le esperienze acquisite saranno ora tradotte nell’attività della day surgery.


Raccolta fondi internazionale
Finanziare la chirurgia diurna è stato possibile anche grazie a uno sforzo congiunto, estesosi ben oltre i confini nazionali. Gli uffici di Aiuto Bambini Betlemme in Svizzera, Germania, Austria e Italia come pure il Caritas Baby Hospital sono riusciti a raccogliere l’importo necessario, pari a 7,67 milioni di franchi. Un particolare ringraziamento va in questa sede alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) che, con il suo cospicuo sostegno, ha contribuito in modo determinante alla riuscita del progetto.
Con l’inaugurazione si passa ora alla fase operativa vera a propria, con un potenziamento dei servizi del Caritas Baby Hospital. Dopo anni di progettazione, costruzione e preparazione, torna in primo piano la mission che è quella di garantire ai bambini la migliore assistenza sanitaria possibile, offrendo loro anche la possibilità di essere operati nel nuovo reparto.
Solidarietà encomiabile
Il nostro sincero ringraziamento va a privati, fondazioni, realtà ecclesiali e donatori istituzionali che hanno creduto e supportato il progetto. La nuova chirurgia diurna è anche opera loro. Di tutto cuore: grazie.















