Niente intervento chirurgico per Eliaa

Niente intervento chirurgico per Eliaa


Prospettiva Betlemme, n. 76 - Tema

Eliaa non ha paura della visita di controllo.
Foto: © CBH

La piccola Eliaa soffriva di una grave infezione mentre i suoi genitori Ruba e Majd erano alle prese con le sfide quotidiane, ormai diventate parte della loro esistenza. Al Caritas Baby Hospital trovavano infine le cure specialistiche «salvavita» per la figlia.

«In passato, durante l’alta stagione, il nostro albergo accoglieva ogni giorno diversi gruppi di turisti. In cucina c’era un bel da fare. Grazie a turni extra, come cuoco, guadagnavo anche di più». Il periodo a cui si riferisce Majd Abu Akar risale ormai a quasi cinque anni fa. Prima c’era stata la pandemia che aveva paralizzato il turismo a Betlemme, poi è arrivata la guerra a Gaza che ha tenuto lontani i visitatori.

Ruba Abu Akar, impiegata nei servizi di polizia, gode solo in apparenza di sicurezza professionale. «Non sono affatto certa di ricevere lo stipendio», dice. «Il governo non è sempre in grado di pagarci». La neo-famiglia, proveniente dai campi profughi di Dheisheh e Aida a Betlemme, dipende dall’aiuto esterno.

Alla ricerca di aiuto

Eliaa, la secondogenita degli Abu Akar, è nata due anni fa circa. La gioia per la nuova arrivata della famiglia è stata immensa. I primi mesi di vita sono trascorsi senza problemi. Ma all’età di un anno e mezzo, la piccola viene improvvisamente colta da febbre alta e persistente. I genitori, fortemente preoccupati, inizialmente non riescono a trovare un’assistenza medica valida. E la febbre continua a salire.

Allora decidono di portare la figlia al Caritas Baby Hospital di Betlemme. Il dottor Saliba Ghneim diagnostica una polmonite a destra e da ulteriori accertamenti si conferma il sospetto di ascesso polmonare. «Tutti dicevano che Eliaa andava operata. Con anestesia totale e tutto il resto che tale intervento avrebbe comportato», ricorda Ruba. Dopo dieci giorni senza significativi miglioramenti, arriva il momento fatidico.

La decisione giusta al momento giusto

Numerosi ospedali, in questo frangente, avrebbero trasferito la piccola in un reparto di chirurgia. L’équipe del Caritas Baby Hospital, che vanta una profonda esperienza, decide di procedere con cautela. Il dott. Saliba Ghneim si rivolge allora agli specialisti di Medicina infettiva, di Ematologia e di Chirurgia toracica di altre strutture per poter fare la scelta più idonea per Eliaa. Poi ottimizza la terapia farmacologica mettendo sotto stretto monitoraggio la bambina – sempre con l’idea di evitare un delicato intervento chirurgico.

La decisione si rivela essere quella giusta. Pochi giorni dopo, la febbre comincia a scendere, Eliaa riprende le forze e l’infezione regredisce. «Non sappiamo quello che altrimenti sarebbe successo, se la piccola avesse superato l’operazione e se avessimo potuto permettercela finanziariamente ».

Eliaa è guarita senza subire un intervento invasivo grazie a un’analisi medica precisa e a una osservazione costante. Per la famiglia, anche il fatto che i Servizi sociali del Caritas Baby Hospital si siano accollati parte delle spese è di importanza vitale, una sinergia che ha aiutato la piccola Eliaa nel momento più delicato per lei.

Grazie alle buone cure ha potuto rientrare presto a casa.
Foto: © Meinrad Schade

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