Come prendere gli ospiti per la gola

Come prendere gli ospiti per la gola


Laura Abu Ghattas “coccola” il personale e gli ospiti del Caritas Baby Hospital preparando i cibi con amore.

Prospettiva Betlemme, 51a edizione, Dicembre 2019

Modesta, ma nel contempo molto esigente verso se stessa: ecco le qualità che Laura Abu Ghattas condivide con gli altri dipendenti del Caritas Baby Hospital. Infatti, 
alla responsabile della cucina e della mensa ospedaliera non piacciono molto i discorsi incentrati sulla sua persona; le piace infatti ricordare che i risultati vengono 
raggiunti insieme alla sua squadra. Ma c’è una cosa che la riguarda direttamente e che la 52enne ama sottolineare piena di orgoglio: “Sono stata la prima donna chef 
laureata all’Università di Betlemme in Palestina!”

La strada percorsa dalla signora Laura per arrivare al Caritas Baby Hospital non è stata lineare: la difficile situazione politica durante la prima Intifada, alla fine degli anni ’80, l’aveva costretta a rimandare la laurea in Gestione Alberghiera, poiché l’Università di Betlemme aveva chiuso temporaneamente i battenti. Quando, nel 1992, le fu consegnato il diploma, Laura lavorava già da anni come sottocuoca presso l’hotel di lusso “Jerusalem Intercontinental” di Gerusalemme Est. All’inizio del 2000 doveva tornare nella sua città 
natale, Betlemme. Le tensioni politiche, infatti, rendevano sempre più difficile, per la popolazione della Cisgiordania, andare a lavorare a Gerusalemme. Laura trovò un posto di chef nella cucina dell’hotel a cinque stelle “Jacir‘s Palace” di Betlemme.

Il buon cibo come “questione di cuore”

Quando, nel 2002, il Caritas Baby Hospital le offrì un posto di lavoro, per lei fu una manna dal cielo. Oggi, infatti, vizia i piccoli pazienti e le loro madri, ma anche il 
personale e gli ospiti, con pietanze preparate con amore, che soddisfano sia l’aspetto caritatevole dell’ospedale, sia il desiderio di offrire sempre la qualità migliore. 
Cucinare, per Laura, è una questione di cuore: così, nonostante le risorse limitate, riesce a imbandire la tavola con squisiti manicaretti, quali sformati di verdure 
o piatti tipici locali a base di lenticchie e riso. La sua più grande soddisfazione è servire ospiti importanti, che ama sorprendere con decorazioni e antipasti personalizzati. 
Ricorda commossa la visita di Papa Benedetto XVI. E anche la decorazione dei tavoli con tovaglioli di carta e fiori bianchi e rossi in occasione della visita di una 
delegazione svizzera.

Laura vive a Beit Jala, una tranquilla periferia di Betlemme. Dedica il suo tempo libero allo studio di nuove lingue straniere. Parla inglese, francese, spagnolo e anche un 
po’ di italiano. E ogni autunno va a raccogliere le olive. Come molte famiglie palestinesi della regione, gli Abu Ghattas possiedono un uliveto, e come tutti gli altri, 
anche Laura è convinta che l’olio ottenuto dalle sue olive sia il migliore di tutti.

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