Durante l’orario di ricevimento nel nuovo poliambulatorio, la dott.ssa Rula Awwad, specialista in cardiologia infantile, viene raggiunta da una chiamata dal reparto di Ostetricia di Betlemme: Shaddad, venuto alla luce da poche ore, sta lottando contro la morte.
La Awwad reagisce immediatamente e si fa portare il bambino. L’ecografia conferma i suoi sospetti: «Il cuore di Shaddad ha le arterie invertite. Il sangue arterioso in uscita dai polmoni non arriva al corpo», spiega la cardiologa al padre preoccupato. Shaddad è in pericolo di vita e ha una sola possibilità: essere operato immediatamente. «Non c’è tempo da perdere. Opererò io qui, al Caritas Baby Hospital», decide la dottoressa per tentare di salvare il bambino. Riunisce immediatamente una équipe di medici e infermiere per la prima operazione di questo genere: introduce un catetere nel cuoricino di Shaddad, che si trova sotto anestesia, e con l’ausilio di una bombola crea nella parete divisoria cardiaca l’apertura che salva la vita al bambino. Tutto fila liscio.

Shaddad dovrà rimanere al Caritas Baby Hospital ancora un po’ di tempo e avrà bisogno di altre operazioni. Ma se queste avranno lo stesso esito positivo della prima, il bambino potrà condurre una vita assolutamente normale. Il padre ha le lacrime agli occhi quando, dopo un colloquio con la dottoressa che gli ha dato grandi speranze, può accarezzare per la prima volta il figlio dentro l’incubatrice.