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Preoccupazione per Mousa e Nasrallah

L’aiuto primario, dott. Jamal Shamma si avvia di buonora verso il Caritas Baby Hospital. Quando arriva, il cantiere adiacente all’edificio dell’ospedale è già in piena attività. Pietra dopo pietra, la costruzione prende forma. Si sta lavorando al grezzo dell’ala di ampliamento della Scuola per madri. Mentre il dottor Shamma passa davanti al cantiere, uno degli operai gli si avvicina correndo. Si chiama Raed Shahed. I due sono legati da una storia particolare.
Era la vigilia di Natale del 2004. Il figlio di Raeds, Mousa, aveva due mesi all’epoca. Improvvisamente il piccolo ebbe un fortissimo attacco di febbre; le successive difficolt à respiratori e de l piccol o gettarono nella disperazione i suoi giovani genitori. Nonsapevano più cosa fare. Alla fine decisero di incamminarsi per la lunga via – non priva di pericoliche li avrebbe portati a Betlemme. All’epoca vaste zone della Cisgiordania erano controllate dai soldati israeliani. C’erano più blocchi stradali del solito. Le strade erano pattugliate da carri armati e jeep militari. Ma Raed e la moglie non si scoraggiarono; la preoccupazione per il figlio era troppo grande. Percorrendo sentieri nascosti, raggiunsero infine il Caritas Baby Hospital. Qui, il dottor Shamma non dovette occuparsi solamente del piccolo ammalato Mousa, ma anche tranquillizzare i genitori, totalmente sconvolti, seduti accanto al tavolo sul quale giaceva il piccolo in attesa di cure.
Mousa aveva una grave forma di bronchite che doveva essere curata immediatamente. Per fortuna si poteva ancora salvare.
Raed è ancora oggi riconoscente verso chi lo ha aiutato. La notte di Natale di quattro anni fa ha capito che avrebbe potuto venire con il suo bambino al Caritas Baby Hospital in qualsiasi momento e che qualcuno lo avrebbe comunque aiutato. È per questo che Raedconsidera una sorta di privilegio il poter partecipare ai lavori di ampliamento e ristrutturazione dell’ospedale. Questo gli dà la sensazione di poter ripagare in qualche modo il bene ricevuto e, allo stesso tempo, di fare qualcosa per il futuro di tutti i bambini del suo Paese.

Stabilizzazione per poter vivere a casa

Quando il dottor Shamma arriva in reparto, va subito da Nasrallah. Al momento è questo piccolo di 16 mesi a dargli le maggiori preoccupazioni. Il bambino soffre di una patologia grave, la febbre mediterranea familiare (FMF), una infiammazione cronica che, oltre a grossi aumenti di temperatura, provoca anche forti dolori addominali.
La notte scorsa, Nasrallah non ha quasi dormito per il riacutizzarsi dei dolori. Il dottor Shamma sta cercando, insieme ai colleghi, di mettere sotto controllo le crisi violente. E ciò risulta particolarmente difficile date le cattive condizioni generali del bambino. Dal giorno in cui è nato, Nasrallah è stato già 14 volte ospite del Caritas Baby Hospital. C’erano sempre in-fezioni da curare. Ora, grazie a un farmaco speciale, le cose dovrebbero andare meglio. Questo farmaco dovrebbe ridurre la frequenza degli attacchi febbrili e proteggerlo più efficacemente da un collasso renale, che avrebbe esito mortale. È Aiuto Bambini Betlemme ad assumersi i costi del farmaco, in quanto la famiglia non se lo può permettere.

Superare i confini

Il dottor Shamma e il primario, dottoressa Marzouqa hanno già preso contatto con un ospedale israeliano per ulteriori accertamenti. Quanto meglio verranno diagnosticati i problemi di Nasrallah, tanto più potrà essere mirata la cura. «Vogliamo stabilizzarlo il più possibile, in modo da consentirgli di vivere a casa. Anche la sua famiglia dovrà aiutarlo, perchè avrà sempre bisogno di cure particolari», dice il dottor Shamma. Allo scopo sono già stati coinvolti assistenti sociali e personale del consultorio per madri. Nasrallah ha ancora un duro cammino davanti a sé. I suoi genitori sono felici di poter contare sul sostegno del Caritas Baby Hospital.

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Aiuto Bambini Betlemme, info@khb-mail.ch, Tel. +39 045 715 84 75, Donationi

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