Amjad, un anno e mezzo, guarda il Dott. Jamal Shamma con quei suoi occhioni marroni. Il primario la saluta gioiosamente con un «Ciao». Il Dott. Shamma conosce bene Amjad. La bambina, che proviene dal villaggio di Taamreh a sud di Betlemme, è paziente del Caritas Baby Hospital da che è nata. Il pediatra sfoglia la sua cartella clinica: vi sono riportati in tutto 15 ricoveri con degenza. Amjad ha sempre avuto infezioni e problemi ai polmoni, alla laringe o alla bocca. «Non è stato facile, per noi, individuare la vera causa della malattia. Solo attraverso una broncoscopia abbiamo scoperto che le sue vie respiratorie erano troppo strette», racconta il Dott. Shamma. «Noi non potevamo operarla. Grazie all’intermediazione del Caritas Baby Hospital, Amjad ha potuto essere operata un mese fa presso il Dana Hospital in Israele. Per coprire i costi e per inoltrare la necessaria richiesta di trasferimento, abbiamo coinvolto un’organizzazione israeliana, con la quale collaboriamo molto bene da un po’ di tempo», aggiunge il Dott. Shamma. La visita odierna di Amjad è pura routine. Il primario vorrebbe fare presto una broncoscopia definitiva per poterla dichiarare guarita. E’ il primo ad essere molto soddisfatto della sua piccola paziente.
Anche Lina Raheel e’ contenta. L’assistente sociale di Aiuto Bambini Betlemme arriva proprio ora da una visita a domicilio nella valle del Giordano. Riferisce ai medici dei progressi compiuti da Mahmud. Il piccolo beduino è arrivato 3 settimane fa al Caritas Baby Hospital. Aveva 3 mesi e pesava 2,5 Kg. Dal momento della nascita era aumentato di soli 500 grammi. La madre Sadice, disperata, lo aveva portato la Caritas Baby Hospital. «Veniamo continuamente in contatto con casi di malattie del ricambio, che si manifestano sotto forma di intolleranza al lattosio. Per fortuna, in questi casi riusciamo a intervenire somministrando un latte speciale. Questo latte è ben tollerato dall’organismo, e l’aumento di peso inizia rapidamente», spiega la Dott.ssa Hiyam Marzouqa. Dopo qualche giorno in ospedale Mahmud era già aumentato di oltre 300 grammi, e così ha potuto essere dimesso. In precedenza, un’assistente per madri aveva spiegato alla ventottenne Sadice quanto fosse importante per Mahmud continuare ad assumere il suo pasto speciale ogni due ore. «Solo se i genitori capiscono la malattia del figlio continuano con la terapia», dice il primario, felice della notizia ricevuta dall’assistente sociale. Lina Raheel riferisce che Sadice presta molta attenzione ai ritmi dei pasti del figlio. Il team medico non dovrà preoccuparsi.